La barzelletta di Pierino al cinema che ancora oggi fa scoppiare a ridere milioni di italiani

Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta abbastanza precisa: il cervello umano ride quando percepisce un’incongruenza risolta, ovvero quando si aspetta qualcosa e invece ne riceve un’altra — magari più assurda, più banale o semplicemente inaspettata. È la cosiddetta teoria dell’incongruenza, una delle più accreditate in psicologia della comicità. E no, non siamo gli unici animali a farlo: ratti, scimpanzé e altri primati producono vocalizzazioni associate al gioco che ricordano molto la risata umana. Abbastanza per farci sentire meno soli nell’universo.

Nella storia, l’umorismo ha sempre rispecchiato la società. Gli Antichi Romani, per esempio, non erano esattamente noti per la loro delicatezza: le loro barzellette — alcune raccolte nel Philogelos, una delle più antiche raccolte di barzellette mai ritrovate — prendevano di mira medici incompetenti, avari, stupidi e, soprattutto, i barbari stranieri. Insomma, ridevano degli altri. Esattamente come facciamo noi, ma con le toghe.

La barzelletta di Pierino al cinema

Pierino va al cinema per la prima volta da solo. Compra il biglietto alla cassa, ma poco dopo torna per comprarne un altro. E dopo poco torna ancora, poi ancora una volta…

A un certo punto la cassiera, perplessa, lo ferma:

Scusa, ragazzo, ma come mai stai comprando così tanti biglietti, visto che sei da solo?

Pierino risponde:

– Perché non appena entro in sala, c’è un tizio che mi prende il biglietto e me lo strappa!

Perché fa ridere?

Il meccanismo comico si basa su un classico equivoco di contesto. Chi legge o ascolta la barzelletta immagina che Pierino stia subendo un torto, che qualcuno gli rubi il biglietto. La realtà è molto più semplice — e più esilarante: il “tizio” che strappa il biglietto è semplicemente il maschera, cioè l’addetto alla sala che controlla i tagliandi all’ingresso. Pierino non lo sa, non capisce a cosa serve quel momento, e continua a comprare biglietti convinto di essere vittima di un misterioso sabotatore.

È la logica infantile portata all’estremo che rende questo tipo di barzellette su Pierino così longeve: il bambino segue una sua coerenza interna perfetta, solo che parte da una premessa completamente sbagliata. E in fondo, chi non si è mai sentito un po’ Pierino davanti a qualcosa di nuovo?

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