La barzelletta di frate John condannato al silenzio ti farà ridere fino alle lacrime

Ridere fa bene, lo dicono i medici, lo dicevano i filosofi e, probabilmente, lo sapevano già le iene (no, non la trasmissione televisiva). Gli esseri umani ridono per motivi neurologici precisi: il cervello percepisce un’incongruenza tra ciò che si aspetta e ciò che accade, e la risolve con una scarica di dopamina. In pratica, la risata è un cortocircuito cognitivo che ci fa star bene. Non siamo soli in questa abitudine: anche gli scimpanzé, i ratti e persino alcuni pappagalli emettono suoni assimilabili alla risata, soprattutto durante il gioco. La differenza? Noi siamo gli unici a ridere di barzellette sui suoceri.

L’umorismo ha radici antiche. Gli Antichi Romani erano maestri dell’ironia politica e sociale: si facevano beffe dei politici corrotti, dei parvenus arricchiti e, volentieri, dei nemici stranieri. Persino Cicerone era noto per le sue battute taglienti. Nel Medioevo, invece, la risata era guardata con sospetto dalla Chiesa — ridere troppo era considerato segno di leggerezza morale. Oggi, per fortuna, possiamo ridere liberamente. Anche di un frate con pochissima pazienza.

La Barzelletta del Monastero del Silenzio

Un giorno frate John decise di ritirarsi nel “Monastero del Silenzio” e il Superiore gli disse:

«Fratello, questo è un monastero silenzioso. Sei il benvenuto e puoi rimanere quanto vuoi, ma non devi parlare finché non sarò io a dartene il permesso.»

Frate John visse nel monastero un anno intero prima che il Superiore lo convocasse:

«Fratello, sei qui da un anno ormai. Ora puoi dire due parole.»

Frate John rispose: «Letto duro.»

«Mi dispiace sentirti dire ciò» — disse il Superiore — «Ti daremo subito un letto migliore.»

L’anno seguente, frate John fu nuovamente convocato:

«Oggi puoi dire altre due parole, frate John.»

«Cibo freddo» disse frate John, e il Superiore gli assicurò che da quel momento in poi avrebbe mangiato decisamente meglio.

Al suo terzo anniversario al monastero, il Superiore lo chiamò ancora nel suo ufficio:

«Puoi dire due parole, oggi.»

«Vado via» disse frate John.

«È meglio» — commentò il Superiore — «Da quando sei qui non hai fatto altro che lamentarti!»

Perché Questa Barzelletta Fa Ridere

Il meccanismo comico si regge su un’ironia costruita a strati. Frate John, costretto al silenzio assoluto, usa le rare due parole concesse ogni anno esclusivamente per lamentarsi. Il colpo di scena finale capovolge la prospettiva: è il Superiore — che per tre anni ha ascoltato in silenzio le lamentele del frate — a giudicarli un lamentatore cronico, ignorando completamente il paradosso della situazione. Il vero elemento comico è il distacco totale tra la realtà vissuta da frate John e la percezione del Superiore, che con olimpica serenità lo congeda come se fosse lui il problema. Un classico esempio di umorismo assurdo, in cui la vittima e il carnefice si scambiano silenziosamente i ruoli.

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