La barzelletta di Nelson e il faro di Alvaro: riderai dell’arroganza che crolla in una frase

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose dell’essere umano. Gli scienziati hanno scoperto che la risata stimola il rilascio di endorfine, riduce il cortisolo e rafforza il sistema immunitario. Ma cosa ci fa ridere, esattamente? Secondo la teoria dell’incongruenza, il nostro cervello ride quando percepisce un’inaspettata rottura delle aspettative: ci aspettiamo una cosa, ne arriva un’altra, e scatta il sorriso. Non siamo soli in questo: anche i ratti, i delfini e i grandi primati emettono suoni simili alla risata durante il gioco. Insomma, l’ironia non è solo roba nostra. Nella storia, però, il concetto di “ciò che fa ridere” è cambiato moltissimo. Gli Antichi Romani, ad esempio, erano maestri della satira politica e dell’ironia sui potenti: Giovenale e Marziale prendevano in giro senatori, imperatori e nouveaux riches con una cattiveria che farebbe impallidire certi comici moderni. Anche le barzellette esistevano: nel Philogelos, una raccolta greca del IV secolo d.C., si trovano già barzellette su medici incompetenti e studenti stupidi. Alcune sono ancora oggi sorprendentemente divertenti.

La barzelletta: Nelson contro il faro

Questa è una di quelle storie che funzionano perfettamente proprio perché giocano con l’ego e il potere. Protagonista? Nientemeno che l’ammiraglio Nelson in persona.

L’ammiraglio Nelson ordina al marinaio di vedetta sull’albero maestro:

– Marinaio, quando vedi una luce avvisami.

Poco dopo il marinaio grida:

– Ammiraglio, vedo una luce!

– Bene, è una nave. Segnala di virare 3 gradi a sinistra.

Il marinaio ubbidisce, ma subito dopo grida:

– Ammiraglio, la nave risponde che dobbiamo virare noi a sinistra.

No, devono virare loro! – si impunta l’ammiraglio Nelson.

– Ammiraglio, non so che dirle… insistono che dobbiamo virare noi!

L’ammiraglio, sempre più arrabbiato, quando ormai la nave è vicinissima, sale di persona sull’albero maestro per segnalare lui stesso:

– Sono l’ammiraglio Nelson e vi ordino di virare a 3 gradi a sinistra!

Subito dopo gli arriva il messaggio di risposta:

Io invece sono Alvaro, il guardiano del faro… fate un po’ quello che vi pare!

Perché fa ridere?

La barzelletta funziona su più livelli e questo la rende davvero efficace. Nelson rappresenta l’autorità assoluta: un ammiraglio che ordina, si impunta, scala letteralmente l’albero maestro per affermare il proprio potere davanti a una semplice luce nel buio. Il colpo di scena finale — la “nave” è in realtà un faro fisso, immobile per definizione — smonta tutta la sua arroganza in un secondo. Alvaro, il guardiano del faro, non ha alcun potere, nessun rango, nessun titolo. Eppure è l’unico a dire la verità con quella risposta sprezzante e vagamente indifferente: fate un po’ quello che vi pare. È il trionfo del buonsenso sull’ego. E questo, da Giovenale fino ad Alvaro il guardiano del faro, ha sempre fatto ridere.

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